mercoledì 20 agosto 2014

PEEPING CADDIS - Step by step di Diego Riggi




-Amo: #12 jig Demmon BL
-Perlina da 3 nera
-Cinque o sei giri di filo di piombo fine
-Filo di montaggio nero 8/0
-Dubbing di lepre grigio scuro
-Filo di rame nero
-Pernice
-Floss chartreuse
-Pennarello indelebile nero

Costruttore (Fly tyer) : Diego Riggi
Mosca club Piacenza 



Preparate la perlina nera sull'amo.










Girate 6 o 7 volte il filo di piombo sull'amo e schiacciatelo con una pinzetta in punta, in modo che si possa inserire nel taglio della perlina.








Inserite il piombo nel taglio della perlina.










Ora preparate il floss chartreuse rigirandovelo tra le dita.









Con l'accendino, tenendolo a distanza, scaldate il floss in modo che si fonda la punta.









Fissate il floss all'amo creando così la testina della ninfa.









Ora con un pennarello indelebile nero toccate appena la punta per rendere la testina della ninfa più realistica.








Prendete una piuma di pernice e formate una "V" come in foto.









Ora fissate la piuma.










Tirate la piuma verso l'occhiello dell'amo fino ad avere una lunghezza delle fibre circa come in foto.









Ora fissate il filo di rame tinto nero.










Preparate un cordoncino di dubbing di lepre con il filo di montaggio mantenendolo abbastanza vaporoso.







Avvolgete il cordoncino attorno all'amo fino ad arrivare alla perlina di tungsteno.









Girate 3 o 4 volte il filo di rame attorno al corpo della ninfa. (Il rigaggio lo faccio puramente per una questione di resistenza della ninfa, molti la fanno anche senza e penso che il dressing originale non lo preveda. Ecco perché meno si vede meglio è...)






Ora chiudete il vostro dressing con un paio di nodi e mettete un po' di colla. "Pettinate" il pelo di lepre all'indietro in modo che il rigaggio si veda il meno possibile.









Questa è una ninfa che non manca mai nella mia fly box in più pesi e misure, è una ninfa presente in tutti i fiumi magari con colori diversi, per questo me le faccio anche in grigio più chiaro e marrone.


In grigio chiaro.








In marrone.









L'insetto.







Due parole sull'imitazione: 

La ninfa peeping caddis imita tutte le larve di tricottero di tipo eruciforme (sericostoma,Limnephilus,etc..) quelle cioè che si costruiscono l’astuccio larvale. E’ sicuramente una delle ninfe più eclettiche e catturanti conosciute. Nella storia sembra che le prime notizie di questa ninfa si abbiamo nel libro dell’inglese Dick Wigram “The Uncertain trout” del 1951. Dick Wigram (sembra) allievo di GEM Skues studia come il suo maestro il contenuto stomacale delle trote e ne verifica la forte presenza di larve di tricottero. Il dressing delle prime peeping in realtà è molto diverso da quello attuale ma evidenzia già l’intenzione di costruire un astuccio larvale e imitare la testa dell’insetto che ne fuoriesce. Fra gli altri fly tyers che la sviluppano troviamo Hans Van Klinken che con la sua leadhead stupisce anche Oliver Edwards che descrive questa imitazione nel suo “Flytyer’s Master Class” del 1995, (pubblicato anche in Italia da GEA Come “Nuove tecniche di costruzione, metodi e materiali moderni” nel 1998) il dressing prevede una pallina di piombo verso l’anello dell’amo che verrà successivamente sostituita nei dressing attuali da una gold beads, prima di ottone e poi di tungsteno. Per la creazione della testa viene utilizzato Antron o simili e per le zampette generalmente pernice, l’astuccio in dubbing di lepre. L’amo consigliato da 6 a 14 su ami 2x diritti o su ami jig. La versatilità di questa ninfa in pesca è notevole, può essere utilizzata con il sistema czech nymph in acque veloci e profonde con una buona gold beads di tungsteno, ma anche in deriva con segnalatore o a ninfa lunga. La resa è notevole anche con la gold beads di ottone (che la rende meno pesante e statica) sul bracciolo intermedio, di un terminale a due mosche.

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